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incesto

Il velo della Tentazione proibita atto I


di Raka_Xaya
17.12.2025    |    5.606    |    13 9.5
"Un ragazzo giovane che quasi inciampò, un padre di famiglia che si voltò due volte, un gruppo di operai che fischiò piano..."
Salve a tutti, sono una scrittrice alle prime armi. Dopo anni che leggo racconti su questo tema, ho trovato un po’ di tempo per scriverne uno tutto mio.
Spero che vi piaccia e sono tutt’orecchi per eventuali critiche!
Il racconto è a tema incesto e sulla sua perversione, quindi chi non ama il genere può evitare anche di iniziare a leggerlo!
Buona lettura!
Francesca, a 42 anni, porta con sé un bagaglio emotivo complesso, forgiato da un divorzio traumatico col marito Giancarlo quando il figlio, Alessio, aveva solo 12 anni. Quel matrimonio, minato da litigi incessanti e da una gelosia ossessiva di lui, l’aveva lasciata in una precarietà economica assoluta, dipendente quasi totalmente dal suo reddito e costretta a ricostruire tutto da zero. L’affidamento di Alessio, ottenuto dopo due anni di battaglie legali, l’aveva spinta a rifugiarsi in una casetta modesta nella periferia di Roma, dove ha canalizzato ogni energia nel lavoro - gestendo un’azienda online che le permette di lavorare da casa - e nel rapporto esclusivo con il figlio.
Per quattro anni, Francesca ha eretto un muro emotivo verso il mondo maschile, evitando contatti non necessari, sopprimendo desideri e pulsioni per paura di ulteriori ferite o instabilità. Questa solitudine autoimposta ha generato un vuoto profondo, un misto di resilienza materna e frustrazione repressa, che si manifesta in una dedizione totale ad Alessio: abbracci affettuosi, confidenze quotidiane, un legame simbiotico che la fa sentire protetta ma anche intrappolata.
Il suo background emotivo è segnato da un’evoluzione interiore - dalla moglie tradita e ferita alla madre forte e indipendente, che trova nel ruolo familiare un’ancora di stabilità, mescolando amore incondizionato con un senso di possesso affettivo verso il figlio, alternando momenti di tenerezza a riflessioni silenziose sulla propria solitudine.
Fisicamente, Francesca è una donna dal fascino magnetico e sensuale, con lunghi capelli biondi spesso raccolti in una coda morbida che incornicia un viso ovale dai tratti delicati, occhi azzurri penetranti e labbra piene che si incurvano in sorrisi dolci. Il suo corpo, curato con dedizione attraverso sessioni regolari di palestra e trattamenti estetici, appare più giovane della sua età: una silhouette sinuosa e voluttuosa, con un’altezza di circa 1,51 metri che le conferisce un portamento elegante e sicuro.
Le sue curve sono generose e armoniose - un seno naturale e super prosperoso, misura una terza coppa F, sodo e alto nonostante gli anni, che riempie ogni scollatura con una morbidezza invitante; una vita stretta che accentua i fianchi larghi e rotondi, formando una classica forma a clessidra; cosce toniche e muscolose, modellate da esercizi mirati, che si allungano in gambe slanciate e affusolate, terminanti in piedi curati con unghie spesso smaltate. La pelle lattea e setosa grazie alle creme idratanti, è liscia e luminosa, priva di imperfezioni evidenti, con un velo di lentiggini leggere sul décolleté che aggiunge un tocco di innocenza al suo allure maturo. Ogni movimento rivela una grazia felina, con un’andatura ondeggiante che fa oscillare leggermente i fianchi, e una postura eretta che esalta la sua confidenza femminile, rendendola inconsapevolmente attraente in abiti casual come magliette larghe e pantaloncini, dove le forme si intravedono con discrezione ad eccezione del seno prosperoso che allarga qualunque indumento.
Alessio, 18 anni, è un giovane atletico e appassionato, alto 1,75 metri con un fisico scolpito dalla palestra regolare e una passione adrenalinica per le corse in moto in pista ogni domenica, che gli serve da valvola di sfogo per tensioni represse. Lavora come meccanico part-time in un’officina, un impiego che nutre il suo amore per i motori, mentre studia ingegneria meccanica, proiettandosi verso un futuro stabile e autonomo.
Il divorzio dei genitori lo ha segnato profondamente: a 14 anni, ha vissuto l’abbandono del padre come un tradimento, assumendo il ruolo di “uomo di casa” per proteggere la madre, cambiando lampadine, portando spese pesanti e offrendo conforto emotivo. Questo ha creato un legame simbiotico con Francesca, fatto di affetto puro e dichiarazioni d’amore senza imbarazzo, ma anche di una dipendenza emotiva che lo rende vulnerabile.
Inizialmente, Alessio vede la madre come un rifugio sicuro in un mondo ostile, ma il suo background emotivo è intriso di rabbia repressa verso il padre assente, che si sublima in una dedizione protettiva verso Francesca, mescolata a momenti di tenerezza. La sua psiche giovane è segnata da un’evoluzione rapida: dal ragazzo timido e responsabile all’adolescente ambizioso, dove il legame familiare diventa un’ancora emotiva, colmando vuoti di solitudine e insicurezza, ma rischiando di intrappolarlo in un ciclo di responsabilità premature che amplificano le sue emozioni più primitive - amore, rabbia, determinazione - in un’intensità quasi ossessiva.
Un giorno come un altro, Francesca era in cucina, con i capelli biondi raccolti in una coda morbida. Indossava una semplice maglietta larga e pantaloncini da casa che le lasciavano scoperte le cosce toniche. Stava preparando la carbonara per cena, canticchiando “La vita è bella” di Nicola Congiu, mentre Alessio rientrava dal lavoro.
La porta si aprì e il ragazzo entrò, la tuta da meccanico slacciata fino alla vita.
"Amore! Finalmente sei arrivato, stavo morendo di fame!" disse Francesca girandosi con il mestolo in mano, gli occhi che si illuminavano come ogni volta che lo vedeva.
Alessio sorrise stanco, si avvicinò e la abbracciò forte da dietro, appoggiandole il mento sulla spalla.
"Ciao mamma... Che profumino!"
Lei si voltò tra le sue braccia, gli diede un bacio sulla guancia, poi uno più vicino alla bocca, come faceva sempre.
"Il mio ometto è stanco morto, eh? Vai a farti una doccia che è quasi pronto! Sbrigati! Altrimenti ti mangi la colla, eh!!" lo schernì la madre.
"Grazie ma’, ok corro! Ti voglio bene!" disse lui.
"Anch’io tesoro, tantissimo." Gli pizzicò la guancia. "Sei tutto sudato, puzzi di benzina… sai proprio di uomo», gli sorrise felice.
Risero insieme, come sempre.
Da quando il padre se n’era andato sei anni prima, erano loro due contro il mondo. Si abbracciavano spesso, si dicevano ti amo senza imbarazzo, si prendevano in giro.
Quella sera cenarono chiacchierando del più e del meno: lui le raccontò del cliente stronzo che gli aveva fatto rifare tre volte lo stesso lavoro, lei gli parlò delle amiche che la rompevano perché uscisse di più.
"Devi trovarti una fidanzata, Ale. Non puoi stare sempre con la vecchia mamma."
"Tu non sei vecchia. E poi con te sto bene."
Francesca gli sorrise dolcemente, gli accarezzò la mano.
"Sei un tesoro..." e lo abbracciò.
I giorni successivi, però, qualcosa cambiò piano piano.
La prima volta fu al centro commerciale del sabato. Francesca si era messa una minigonna di jeans cortissima, praticamente le arrivava sotto il culo e un top bianco stretto che le segnava le tette senza reggiseno. I capezzoli si vedevano appena, ma si vedevano. Ai piedi zeppe con il tacco alto, rossetto viola scuro matt.
Alessio la guardò uscire dalla camera e rimase un attimo fermo.
"Má… vai così?"
"Perché, non ti piace? Mi sento carina." Fece una piroetta.
"Dai, accompagnami che devo prendere due cose."
In macchina, mentre guidava, Alessio non riusciva a non guardarle le cosce. Lei aveva accavallato le gambe e la gonna era salita ancora di più. Arrivati al parcheggio, scese e si sistemò i capelli guardandosi nello specchietto. Poi prese il braccio del figlio.
Camminarono tra i negozi e Francesca si accorse subito degli sguardi. Un ragazzo giovane che quasi inciampò, un padre di famiglia che si voltò due volte, un gruppo di operai che fischiò piano.
Lei strinse il braccio di Alessio, gli si avvicinò all’orecchio.
"Ma che dici, ce l’hanno con me, tesoro?" disse ammiccando.
Alessio arrossì violentemente.
"Ma’… Per favore dai!"
"Dai che scherzo!" Gli sorrise maliziosa con gli occhi che brillavano.
"Però è bello sentirsi desiderata, no?"
Tornati a casa, Alessio si chiuse in camera. Si buttò sul letto, il cazzo già duro nei boxer. Pensava a quelle cosce, al modo in cui lei gli aveva parlato all’orecchio, al profumo dolce che aveva sentito. Si abbassò i pantaloni e iniziò a segarsi forte, stringendo i denti. Immaginava di sollevarle quella gonna, di toccarla...
Tutti gli atti successivi li trovate nel mio profilo, perché ho problemi di pubblicazione per la formattazione dei testi.
Grazie!
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